Il bilancio: strumenti e innovazione

Il bilancio a progetti

Il bilancio a progetti è stato lo strumento con cui ho costruito il bilancio di Genova alla mia prima esperienza da assessore.

Si tratta di una vera e propria rivoluzione che, in pratica, azzera il bilancio per farlo ripartire sulla base di chiari progetti specifici anziché secondo la spesa storica. Questo significa che le risorse disponibili non sono assegnate in ragione di quanto è stato speso l'anno precedente, ma per la realizzazione di determinati progetti.

Con questo sistema c'è un miglioramento della spesa, soprattutto sotto l'aspetto qualitativo, perché si valorizza al massimo la forza innovativa delle proposte di spesa.

Il prestito senza cosTi e senza interessi

Nel 2009 ho lanciato un esperimento di "finanza pubblica di fiducia" proponendo uno speciale micro credito senza interessi e a basse garanzie per i cittadini. I punti centrali erano: somme non superiori a 5000 euro da restituirsi entro un periodo massimo di due anni, senza interessi e senza dover motivare la richiesta.

Lo scopo dell'operazione era consentire a cittadini che non possono fornire garanzie alle banche la possibilità di avere il credito necessario per qualche necessità personale o familiare.

C'è stato chi è riuscito a regalare una piccola vacanza ai figli, chi ha avuto accesso al dentista o addirittura chi ha cambiato le gomme dell'auto. La percentuale di coloro che hanno puntualmente restituito il piccolo prestito è stata straordinaria.

uscita da equitalia

Nel mese di maggio del 2014 Il Comune di Milano ha avviato un radicale cambiamento nella riscossione delle proprie entrate: tutti tributi, le rette, le multe saranno riscosse direttamente dal Comune "in proprio". 

Questo significa che a Milano escono di scena Equitalia e la cartella esattoriale. 

I vantaggi sono molti.

Prima di tutto documenti più chiari e leggibili delle cartelle, meno costi e più flessibilità.

Al posto dell'aggio, ossia la percentuale sulle somme riscosse, che è collegato all'entità del debito, i cittadini pagano solo i costi vivi del procedimento.

Inoltre, è possibile il rinvio o il congelamento della riscossione fino a un anno in caso di difficoltà, interventi che agevolano molto il successo della rateizzazione.

rottamazione delle multe

Per alleggerire il carico dei vecchi crediti con riscossi ho collegato la riforma della riscossione e l'uscita da Equitalia a un'operazione di “rottamazione” delle vecchie multe. Le multe per i verbali emessi fino al 2004 saranno cancellate pagando ora quanto si sarebbe dovuto pagare nei primi sessanta giorni, cioè il minimo.

le short list

Finché un Comune non approva il bilancio, la gestione è provvisoria e quindi è possibile usare le risorse secondo regole di prudenza che, tuttavia, spesso non sono sufficienti a rispondere alle necessità di una città in movimento. 

Per assicurare attenzione, flessibilità e trasparenza durante l'esercizio provvisorio, ho pensato le short list. La short list è l'elenco chiaro delle spese che devono essere sostenute in un periodo determinato per le necessità più importanti della città. Dentro c'è la fotografia esatta di quello che è un Comune. Ci sono le risorse per il sostegno al reddito, quelle per realizzare un mostra d'arte, la manutenzione dei mezzi della polizia urbana, le sostituzioni delle insegnanti per maternità e molto altro.

In questo modo la spesa è leggibile, dettagliata e trasparente e si tiene sotto controllo con minore fatica.

il bilancio in linea con la UE

Uno dei principali problemi del nostro Paese è la difficoltà ad allineare i bilanci alle politiche europee. Se non riusciamo a spendere bene i fondi europei è anche per questo: l'Europa finanzia non quello che vogliamo ma le politiche dell'Europa. Se si vogliono usare le risorse del bilancio europeo, è necessario condividerne le priorità.

Un esempio: l'Europa spinge i Paesi membri verso le energie rinnovabili. Se ci si pone l’obiettivo di usare i fondi europei è necessario andare in quella direzione.

Credo che un grande salto di qualità nell'uso dei fondi si avrà solo quando faremo il massimo sforzo per allineare su alcuni punti strategici, come l'energia, i trasporti, l'innovazione, la nostra pianificazione territoriale a quella Europea. In questa direzione ho introdotto a Milano un nuovo percorso per la discussione del bilancio che segue le regole europee. Anziché farlo partire dalla proposta di bilancio presentata in Giunta e poi discussa dal Consiglio, ho presentato tutti i numeri "chiave" del bilancio già da gennaio alla Commissione consiliare perché potesse valutarli e esprimere il suo indirizzo prima della proposta vera e propria.

Nel corso della discussione ho poi applicato il metodo europeo della “conciliazione” che consiste nel cercare punti comuni fra tutte le diverse proposte in un percorso di discussione aperta e trasparente.

il bilancio partecipativo

Partecipare alla costruzione del bilancio. E’ questo in sintesi il significato del bilancio partecipativo. E’ ormai una prassi consolidata di molte città, aprire il bilancio alla discussione con i cittadini, condividendo le scelte, ascoltando le proposte, all’interno di percorsi strutturati in cui ci sia spazio per tante voci. Metterlo in atto in una grande città è un bel compito, con molte complessità, ma mai come ora è importante condividere le politiche, farle sorgere insieme. 

Il bilancio partecipativo avvicina i cittadini alle istituzioni e riduce l’esclusione sociale oltre ad essere un valido strumento che può contribuire a migliorare l’efficacia e l’efficienza del Comune. 

A Milano ho avviato il bilancio partecipativo a fine 2014. E' diventato operativo nel 2015: www.bilanciopartecipativomilano.it

IL BARATTO AMMINISTRATIVO

A settembre 2015 il Comune di Milano ha approvato una delibera relativa al "baratto amministrativo", una pratica introdotta dal decreto n.164/2014 ‘Sblocca Italia’. 

In sostanza, i cittadini partecipano alla gestione dei beni pubblici mettendo a disposizione della comunità il proprio tempo e in cambio ricevono alcuni vantaggi fiscali. 

Milano ha scelto criteri propri per accedere al baratto con l’obiettivo di coniugare la tutela sociale con il rispetto delle regole. Potranno accedere le persone che vogliono estinguere morosità incolpevoli relative a tributi comunali  - dall'Ici alla tassa sui rifiuti -, multe e entrate patrimoniali, quali affitti delle case popolari e rette scolastiche, per debiti antecedenti il 2013 e con un valore minimo di 1.500 euro. Potrà essere richiesto da persone fisiche e titolari di ditta individuale residenti a Milano con un ISEE fino a 21.000 euro.

Gli interventi oggetto del baratto riguarderanno la pulizia di strade e edifici, il verde pubblico, interventi di manutenzione ordinaria e di decoro urbano.